32 ottobre 1986, esce l’album d’esordio del cantautore milanese Pietro Coccioli

32 ottobre 1986 è l’album d’esordio del cantautore milanese Paolo Coccioli. Dopo il successo di “Ciao, Come Stai”, “Il Vestito di Alice” è il secondo singolo già in rotazione in 500 radio.

32 ottobre 1986: una data immaginaria che l’autore sceglie come punto di partenza nel suo viaggio attraverso le canzoni e il tempo. Il disco racconta in otto brani differenti altrettante storie di vita, aneddoti ed episodi che racchiudono ciascuno in sé, un elevato potenziale di identificazione. Si ruota intorno al concetto del tempo che passa e che cambia il corso delle nostre vite attraverso piccoli episodi.

C’è un forte desiderio di spostarsi nel tempo non solo però per rivivere o ricordare quello che è stato, ma per vivere qualcosa di diverso, aggiungere o togliere qualcosa, comunque modificare. Ed è così che si arriva al 32 ottobre, cioè al giorno che non esiste, al giorno in piu, quello ancora da scrivere. Il disco è ispirato al concetto del film Ritorno al futuro.

Le  canzoni sono delle istantanee,come fossero le scene di un film dove i personaggi vivono delle cose senza però che traspaia un giudizio morale. Il finale molto spesso è lasciato in sospeso o solo accennato. In questo spazio vuoto è l’ascoltatore che deve scegliere da che parte stare..nei panni di chi si vuole mettere.

Il sound è personale e rispecchia la personalità di Pietro, è un pop-rock rotondo, con venature anni 80 dove chitarre e tastiere si fondono e le batterie sono presenti e corpose con la voce che domina su tutto a sottolineare il fatto che il testo, la storia, la narrazione sono le fonti principali da dove nasce l’esigenza di scrivere una canzone, il bisogno di comunicare, di dire qualcosa! Molti, nel disco, gli omaggi e le citazioni alle grandi firme di sempre della tradizione cantautorale italiana quali Francesco De Gregori e soprattutto Antonello Venditti.

Un artista che rivela a tratti una maturità compositiva nuova, fresca, ma con l’occhio rivolto in maniera cosciente e consapevole, e forse anche un po’ riconoscente, agli autori di punta della nostra canzone d’autore, di cui riprende e sviluppa alcune idee.
Grandi maestri, e altrettanti arrangiamenti, rendono perfettamente l’idea di un disco vivo, venato di pop-rock potente e mai invadente, ov’è la melodia a farla da padrone ora con più energia, ora invece con più suadenza e delicatezza, in una magica alchimia di suoni sanguigni come difficilmente oggi se ne sentono, nell’era dell’elettronica, e ancor più a maggior ragione specie nell’opera prima di un giovane ma già promettente cantautore esordiente.

Pietro Coccioli, non solo un cantautore ma anche un artista capace di fare proprie le emozioni degli altri per poi restituirle al grande pubblico e ai legittimi “proprietari” con un pizzico di qualche cosa in più.
 
Pietro Coccioli cantautore e pianista, classe ’79, inizia a suonare il pianoforte all’età di quattro anni ed inizia ad ascoltare i cantautori a sei. Studia pianoforte classico e armonia; è autodidatta nel canto. Conseguita la maturità classica incomincia a suonare come pianista e cantante in un noto piano-bar di Milano situato a Brera e diventa un punto di riferimento per il pubblico che lo segue ogni sera per circa dieci anni. Proprio in quegli anni  nascono le sue prime canzoni composte al pianoforte.
Nel 2009 incomincia una collaborazione con Domenico Castaldi e Matteo Cifelli, che daranno luce al suo primo album  32 ottobre 1986. (Giulio Berghella)

Pietro in Tournée

5 aprile, Torino – Lapsus
6 aprile, Udine – Nofun
7 aprile, Cupra (AP) – Badbul
8 aprile, Cosenza – Biside
9 aprile, Salerno – Iroko
10 aprile, Livorno – kingclub

http://www.myspace.com/pietrococcioli

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