Intervista a uno degli artisti di Sanremo Nuova Generazione: Daniele Narducci, la voce dolce che graffia

Un giovanissimo, soli diciotto anni, colto, maturo, ambizioso e artista nell’accezione più vera del termine. Daniele Narducci da Pistoia mi apre il suo mondo rilasciandomi un’intervista ricca di scambi di opinioni e di confronti;  una gradevole conversazione con un ragazzo di oggi dai sani principi morali.

Con il singolo Credi, che fra gli altri porta la firma dei suoi produttori artistici: Michele Cammarota e Marco Mori, Daniele è in lizza per un posto in gara al 61° Festival della canzone italiana nella categoria Sanremo Giovani 2011. Cliccando su http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b95e5c01-3093-404e-879f-25cb75e5566b.html?refresh_ce#p=0 è possibile ascoltare la sua canzone e votarla.

Com’è nata l’idea di andare a Sanremo? E’ stata una scelta tua? “E’ una decisione che è stata presa in comune accordo fra me e i miei produttori. Si era parlato riguardo alle possibili strade da intraprendere, da X Factor a Sanremo e alla fine abbiamo optato per il Festival, senz’altro quello di Sanremo è un palco da sogno e mi auguro vivamente di poterne essere protagonista”.

Cosa ti emoziona di più pensando a Sanremo? “Lo spazio di quel posto, il palco enorme, l’atmosfera da cardiopalma”.

Raccontami del tuo primo album  che uscirà dopo il Festival, come sarà? “Sarà un disco dalle sonorità soft rock con influenze anglo-americane e dai testi semplici ma non banali”.

Sei stato a “I Raccomandati” esibendoti insieme a Massimo Ranieri.. che cosa hai provato cantando con lui? “Conoscevo Ranieri, ma non l’avevo mai apprezzato appieno, fino al momento in cui ho avuto modo di conoscerlo di persona al Teatro delle Vittorie, dove dopo essere stato scelto come concorrente, è stato Massimo a volermi sul palco a suo fianco e ciò non può che rendermi orgoglioso. Massimo è una persona molto profonda, accanto a lui ero un pezzo di marmo ma è stato abilissimo a mettermi a mio agio. Abbiamo trovato subito l’alchimia, una forte empatia che mi ha permesso durante la performance di esprimermi al meglio”.

Quali sono i tuoi idoli musicali? “Sono cresciuto con due icone: Céline Dion e Mango. Non a caso la prima canzone con cui mi sono esibito da bambino è stata Profumo d’amore di Mango”.

Pensi di dedicarti solo alla musica o intendi anche proseguire gli studi?
“Sicuramente anche gli studi, magari in psicologia, fra le altre cose ho insegnato canto ai bambini, ed è stata un’esperienza bellissima che mi piacerebbe poter ripetere”.

Come ti piace trascorrere il tuo tempo libero? “Mi piace molto scrivere e occuparmi di videogiochi di cui sono un grande appassionato, poi leggere soprattutto libri di genere azione e fantasy, fra i miei autori preferiti c’è infatti Van Brown, sono inoltre particolarmente interessato allo studio dell’inglese “.

Come ti definiresti come cantante? Un cantante poliedrico, come ne convengono anche gli addetti ai lavori, credo di avere una vocalità e una tecnica che mi permettono di passare di genere in genere”.

Alex Simone
 

 

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