Da mezzo minuto a 90 secondi l’ascolto dei brani su iTunes

Ultimatum all’industria discografica: l’ascolto libero passa da 30 a 90 secondi per tutti i brani in vendita sullo store americano. 
 
Apple vuole portare da 30 a 90 secondi la durata delle preview delle canzoni in vendita sull’iTunes Music Store, quelle porzioni di brani che qualsiasi utente può ascoltare liberamente, prima di decidere un eventuale acquisto.

Un paio di giorni fa, alcuni siti hanno pubblicato il testo integrale di una email, spedita dall’azienda di Cupertino ai rappresentanti di tutte le case discografiche presenti su iTunes.

“Siamo felici di annunciare che ci stiamo accingendo a incrementare la lunghezza delle preview musicali da 30 a 90 secondi su iTunes Store negli Stati Uniti”, si legge nella email. “Pensiamo che la possibilità di ascoltare più musica spingerà i clienti a un maggiore numero di acquisti”.

Dal contenuto (e dal tono) della email, disponibile integralmente su Mac Rumors, si percepisce l’intenzione di Apple di procedere in modo rapido e unilaterale. Chi vuol continuare a vendere la sua musica su iTunes, dovrà accettare automaticamente il cambiamento, atteso per l’apertura della stagione natalizia.

Secondo Greg Sandoval di CNet News, in realtà le major sono d’accordo fin dalla scorsa estate e l’ultimatum riguarda soprattutto il mondo delle etichette indipendenti e le associazioni americane di autori e compositori (i cui dirigenti hanno affermato che un aumento della lunghezza delle preview non poteva avvenire gratis, come voluto da Apple, ma dietro il pagamento di un compenso).

L’operazione preview di Apple avviene in un momento un po’ particolare per la musica su Internet. Dopo anni di incessanti rivoluzioni e innovazioni, il settore sembra un po’ tirare il fiato. Sui siti specializzati si moltiplicano gli articoli che denunciano una massiccia frenata nella nascita di nuove start up: i problemi nella gestione delle licenze e i dubbi sugli effettivi guadagni sul medio termine sembrano aver raffreddato l’entusiasmo degli investitori.

La stessa Apple, dopo aver trainato il cambiamento per un decennio, appare ormai più interessata ad altre avventure. L’iPod non tiene il ritmo innovativo di iPhone e iPad e le ultime “novità” musicali di Apple (l’album digitale, il social network Ping, la lunghezza delle preview) non hanno suscitato particolari entusiasmi né tra gli addetti ai lavori né nella comunità di appassionati di musica.

Le traiettorie più interessanti sono altrove. Nell’universo dei video, che costituiscono ormai il linguaggio prioritario attraverso cui la musica circola, viene scoperta e consumata su Internet. E per quanto riguarda l’ascolto, nella dimensione dello streaming: una realtà che non è ancora riuscita a esprimere tutto il suo potenziale.

Da questo punto di vista, l’espansione delle preview su iTunes Store potrebbe essere anche interpretata come una tappa di avvicinamento di Apple al mondo della musica in streaming. In fondo, se l’azienda predispone un sistema che permette l’ascolto di 90 secondi di ogni brano del suo catalogo, probabilmente non impiegherebbe poi così tanto – almeno da un punto di vista di infrastruttura tecnologica – a portare quest’ascolto fino alla canzone completa.

 Luca Castelli

(articolo tratto da www.lastampa.it)

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