Tributo al disegnatore di Ryu il ragazzo delle caverne

 

Ryu

Shotaro Ishinomori (o anche Ishimori) o meglio Shotaro Onodera (questo il suo vero nome) nasce a Nakata-machi-Miyagi (ovviamente in Giappone) il 25 gennaio 1938. Da sempre grande appassionato di manga, Shotaro già a 12 anni disegna e spedisce le sue opere a molte case editrici, riuscendo a fare pubblicare alcuni suoi lavori dalla Shonen Sunday”.

La prima storia ad avere l’onore della pubblicazione è Ninkyuu Tenshi datato 1954/55 e nel 1956 si diploma alla “Sukenuma High School”. Finite le scuole superiori si trasferisce a Tokyo ospite di un suo caro amico: Osamu Tezuka. Tezuka abita in una sorta di “Greenwich Village” del manga: un complesso residenziale sito nel Tokiwaso divenuto famoso per essere stato la residenza di quasi tutti i grandi mangaka degli anni ’50.

L’esperienza del giovane Shotaro al fianco del “manga-sama” fruttò in termini di normale imitazione stilistica tanto che le sue prime opere da mangaka risentono parecchio dello stile del Maestro (persino nello storyboard). In questo periodo fertile di studio Shotaro decide di adottare lo pseudonimo di “Ishimori” con il beneplacito dello stesso Tezuka.

Il primo vero successo arriva molti anni dopo quando, nel 1963, quando all’interno della rivista Shonen Sunday viene pubblicato il manga Cyborg 009 che riscuote un successo talmente ampio da catturare l’attenzione della Toei animation che ne realizza due film tra il 1966 e il 1967 per saggiare la reazione del pubblico alla storia. Successivamente la Toei si imbarca in un progetto ambizioso: trasformare il manga in una intera serie animata.  

Così il 5 aprile del 1968, in bianco e nero, vengono narrate le avventure delle origini dei famosi “Cyborg”. I personaggi hanno caratteristiche (fisiche ma spesso anche psicologiche) molto “tezukiane” ma nulla di scandaloso se si pensi che Osama Tezuka continua ad influenzare i mangaka persino a distanza di cento anni dalla sua nascita. La pubblicazione del manga dei “Cyborg 009” proseguì con alterne fortune fino al 1991 quando venne interrotto dal suo autore in attesa di scriverne il capitolo finale.

Convinto oramai di aver trovato un tema che potesse garantirgli successo e gloria nella storia del manga, Ishimori realizza un’altra storia ad ambientazione androide.

Nel 1966, sempre per la Shonen Sunday, disegna Sabu to Ichi Torimono Hikae (ambientato nel Giappone del XVIII secolo e pressoché sconosciuto oltre oceano) e comincia il manga “Jun” (che completerà nel 1967): queste due opere gli valgono il tredicesimo “Shogakukan Manga Award”.

Nel 1968 la Toei traspone in animazione la serie di “Sabu to Ichi Torimono Hikae” trasmesso dall’8 Ottobre di quell’anno. Raggiunta la fama fonda, nel 1968, la “Ishimori Professional inc.” che si occuperà di realizzare i suoi futuri film.

Tra il 1970 e il 1971 realizza per la Toei animation Genshi Shounen Ryu (in Italia noto come “Ryu il ragazzo delle caverne”) e il manga di Kamen Raider (nel resto del mondo “Masked Raider”).

In questo periodo il Sensei Ishimori accoglie tra i suoi collaboratori un ragazzetto dalle discrete potenzialità grafiche ma dall’incomparabile genio: Go Nagai! Sempre nel 1971 “Kamen Raider” diventa un “live action” che successivamente spopolerà in tutto il mondo. In Italia abbiamo visto l’ultima serie prodotta sul personaggio (negli anni ’90) che è però arrivata tramite l’adattamente americano ad opera della Saban (che della versione originale mantiene solamente le scene in costume).

La storia a fumetti di Miyamoto Musashi

Ishimori era ben lungi dall’aver esaurito le idee e nei primi anni ’70 disegna tantissimi manga. “The trasforming Ninja” (titolo americano) è del 1972 mentre “Jinzouningen Kikaider” e Kikaider 01 sono del 1973. Nel 1974 dirige “Finger 5’s great adventure” e produce per la tv “Himitsu sentai Goranger”.

Nel 1975 crea il manga “Zobokon Ganbare Robokon” dedicato alle avventure di un robottino. Himitsu sentai Goranger è un telefilm di importanza vitale per i “live action” made in Nippon, in quanto è il primo esempio del genere chiamato “sentai” che verrà reso celebre in tutto il mondo occidentale ad inizio anni ’90 con il fenomeno “Power Ranger”.

Nel 1979 la Toei animation decide di dedicare (sulla scorta del manga) una seconda serie ai “Cyborg 009” ed il successo è garantito. La serie approda nel 1982 anche in Italia col nome di “Cyborg, i nome supermagnifici” importata dalla Olympus Merchandising e viene replicata anche a distanza di venti anni nelle tv private.

Negli anni ’80 prosegue nella stesura dei manga di “Cyborg 009” e “Kamen Raider” ed inizia “Armageddon Genma Taisen” (nel 1987) in collaborazione con lo scrittore Kazumasa Hirai (ne seguirà una serie tv animata da Katsuhiro Otomo).

Nel frattempo il manga “Cyborg 009” viene costantemente riproposto in varie forme (sia ristampato all’interno della rivista “Shonen Sunday” sia in edizioni tankobon) riscuotendo un successo altalenante.

Forse anche per questo a metà degli anni ’80 cambia nuovamente pseudonimo per una ragione scaramantica: il cognome Ishimori è composto da quattro sillabe, numero questo considerato sfortunato in oriente (perché si dice “shi” che significa anche “morte”): così il Sensei inizia a firmare le opere col nome di Ishinomori (5 sillabe). Noi continueremo a chiamarlo per tutto l’articolo Ishimori perché è lo pseudonimo che ha mantenuto per più tempo.

Nel 1988 realizza il manga Hotele che vince il trentatreesimo “Shogakukan Manga Award” (categoria Seinen). Nello stesso anno disegna Cartoon Guide To The Japanese Economy. Quest’ultimo manga viene pubblicato in tutto il mondo e vende più di 20 milioni di copie e vale al suo autore ben e il diciassettesimo “Japan Cartoonists Association Grand Prix”.

Il 1990 vede la trasformazione del manga “Hotele” in una serie dal vivo e successivamente Ishinomori vince il sesto “Nippon Sake Grand Prize”. Nel 1992 crea per la Nintendo un fumetto da allegare al videogioco “The Legend of Zelda”, l’episodio si chiama “A Link to the Past”. Da ultimo, nel 1995, ottiene la cattedra onoraria al “Centro Tecnologico Medialand”.

Negli anni, come vi avevo detto, Shotaro Ishinomori aveva rallentato la produzione del manga dei Cyborg 009, sia per una certa stanchezza sia perché aveva maturato l’idea di concludere le vicende delle sue creature in una data ricca di significato, quell’anno 2000 che nella mente dei primi mangaka di fantascienza significava “futuro” ovvero la data in cui tutto quello che loro avevano immaginato sarebbe diventato realtà (peccato che non fosse così).

Purtroppo, agli inizi del 1997, si ammala gravemente di cuore. Così, conscio di non avere tanti anni davanti, decide di riprendere la matita per stendere il capitolo finale dei suoi cari “Cyborg 009” prima del previsto anno 2000.

Non fa in tempo perché muore d’infarto il 28 gennaio 1998 (tre giorni dopo aver festeggiato il suo 60° compleanno), lasciando l’opera incompiuta (nella parte grafica). Si dice che in punto di morte Shotaro Onodera lasciò uno scritto al figlio Takeshi in cui lo invitava a concludere in sua vece le avventure dei “Cyborg”.

Jacquette del 45 giri Ryu il ragazzo delle caverne. La serie andò in onda in Italia nel 1979

Il figlio, attore teatrale, almeno per adesso ha deciso di non assolvere a tale compito lasciando (si spera temporaneamente) in sospeso la saga che fu la compagna inseparabile del padre. Nel 2001, a distanza di oltre tre anni dalla morte del Maestro, viene trasmessa in Giappone la terza serie animata dei “Cyborg 009”, tutt’ora inedita in Italia (ma che si spera si possa vedere presto).

Del signor Shotaro Onodera si sa che fosse una persona di indole buona la cui riservatezza cozzasse con la disponibilità e la gentilezza (e con sua rapidità nel disegnare: si narra che completasse 500 tavole al mese!).

Fu particolarmente attento al tema della libera espressione nei manga e capace di esprimere senza vincoli ciò che sentiva. Si racconta che egli amasse passare le notti ad osservare la luna sorseggiando sakè comodamente seduto nella sua terrazza e ciò forse vi renderà l’idea di quanto un animo romantico sia importante per comunicare emozioni.

Ryu il ragazzo delle caverne

In un villaggio nasce un bambino bianco, Ryu. Tale evento è ritenuto un segno di sventura, pertanto si decide di sacrificarlo ad un terribile tirannosauro, Tirano.

Il destino per Ryu ha in mente ben altro: viene salvato da un primate che si prende cura di lui fino a quando, ormai adolescente, viene costretto dagli eventi a tornare nel mondo degli uomini, intenzionato a cercare la propria vera madre.

Inizia cosi’ il suo viaggio, si uniranno a lui alcuni compagni, ognuno con motivazioni proprie, ma la pelle bianca sarà per Ryu un grosso fardello. Sembra infatti attirare il terribile dinosauro Tirano, che lo perseguita e attacca ogni villaggio dove sosta. Inoltre questa ‘maledizione’ gli fa guadagnare l’odio di coloro che hanno perso le proprie abitazioni e i propri cari.

Fortunatamente Ryu ha una dote che lo rende un temibile avversario: è in grado di utilizzare quello che trova per inventare utensili, armi o mezzi di trasporto in grado di dargli un bel vantaggio su chi gli dà la caccia. Ma il pericolo è sempre dietro l’angolo, e non è ben chiaro dove sia sua madre… riuscirà a ritrovarla?

http://video.libero.it/app/play?id=795c2ff1f6c6c9c6b263362ded16bc37 (sigla di apertura della serie televisiva animata Ryu il ragazzo delle caverne, cantata da Fogus, interprete della sigla di Jeeg Robot d’acciaio)

http://video.libero.it/app/play?id=86f07a3889e094c2ea1f8f5ab21cb8e4 (sigla di chiusura di Ryu)

Il dvd di Ryu sarà in vendita prossimamente su www.lafeltrinelli.it

il dvd di Cyborg 009 è invece già in vendita sempre su lafeltrinelli

La biografia su Shinoro Ishinomori è tratta da www.tanadelletigri.info

Servizio a cura di Alex Simone

 

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