Madrid

La Gran Via di Madrid un secolo fa

E’ la prima città della Spagna da quasi cinque secoli, da quando cioè un re schivo e risoluto decise di portare in un modesto borgo sulle rive del fiume Manzanares l’intera corte; da allora Madrid ha consolidato il suo ruolo fondamentale diventando negli anni centro politico e finanziario del paese nonché città europea tra le più vive dal punto di vista artistico e culturale.

Situata nel cuore altipiano castigliano e della Spagna, Madrid è il punto di partenza di tutti i viaggi alla scoperta del paese, non solo per la presenza in Puerta del Sol del “kilometro zero” a partire dal quale si calcolano tutte le distanze ma anche perché comprende in sé suoni sapori e tradizioni di tutta la nazione.

Madrid ed i suoi 3 milioni di abitanti – che diventano oltre 5 se si considera l’intera provincia/comunidad – sono inoltre i protagonisti dell’eterna movida che caratterizza la vita di questa città cosmopolita; dopo il “delirio” dell’immediato Post Franchismo, la città ha però riconquistato un suo equilibrio ma non ha cambiato faccia all’occhio del turista, ancora incantato dall’animazione notturna di strade, piazze, locali e taverne.

Fuente de las Cibeles

La storia di Madrid nasce in tempi relativamente recenti e per mano di un emiro musulmano; corre l’anno 865 quando il moro Mohamed I decide di costruire nel sito dell’attuale capitale spagnola una fortezza, che avrà il nome di Magrit . La posizione strategica – sulla riva del fiume Manzanares e al centro della Meseta – rende la cittadina motivo di scontri frequenti tra Cristiani e Musulmani, fino all’arrivo di Alfonso IV di Castiglia all’inizio del Mille.

Se il primo impulso alla crescita viene dato a Madrid da Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, è però il rampollo degli Asburgo Filippo II a cambiare le sorti della città designandola capitale dell’Impero.

Rimasta fino ad allora di dimensioni contenute, Madrid “esplode” e raggiunge il culmine culturale e politico con Filippo IV; è questa l’epoca del Barocco figurativo e del grande Maestro Diego Velazquez.

Con l’avvento dei Borboni e la salita al trono del filofrancese Carlo III la città cambia ancora faccia ed è arricchita da nuove meraviglie architettoniche; gli anni a cavallo del 1800 sono anche quelli della ribellione spagnola ai domini transalpini e della successiva crudele repressione napoleonica.

Se il diciannovesimo è un secolo instabile, il Novecento madrileno è addirittura tragico; i tre anni di Guerra Civile (1936 – 39) lasciano il segno anche nella capitale così come incupisce la città il dominio del generale Franco in carica fino al 1975.

L’avvento del giovane re Juan Carlos di Borbone ha portato invece una ventata di novità a Madrid; la città spagnola è diventata la capitale della “movida”, centro museale di indiscusso valore e meta tra le più ricercate del turismo internazionale.

Gran Via

 www.madrid.it

Ha cent’anni, ma non li dimostra, e la memoria ancora viva dei mitici Cinquanta, quando star come Sofia Loren, Ava Gardner o Grace Kelly si immergevano nella notte madrilea sorseggiando un cocktail nel celebre bar Chicote, assieme alla crema dell’intellettualita’ iberica.

E’ la Gran Via di Madrid, un chilometro e 316 metri di leggenda che attraversano la capitale da est a ovest, un simbolo al pari di Oxford Street o Fifth Avenue, che celebra ora il suo centenario con una serie di eventi cui daranno il via lunedi’ il re Juan Carlos e la regina Sofia. Era il 4 aprile del 1910 quando Alfonso XIII inauguro’ l’inizio delle opere dell’arteria la cui storia e’ il riflesso dell’evoluzione di una metropoli e di un Paese, catalogo di architettura, paradiso del consumismo e testimone dell’entusiasmo degli anni Trenta con l’apertura dei cinema e teatri, fino alla celebre Movida degli anni Ottanta.

La Gran Via ha visto nascere la II Repubblica, ha subito le bombe della Guerra Civile e visto crescere l’architettura dal modernismo all’estetica franchista, durante la dittatura. Obiettivo di quelle prime opere di risanamento, che prevedevano il tracciato di 14 strade, 50 isolati e 331 edifici e che sarebbero durate 21 nni, era mettere in comunicazione i quartieri di Salamanca e Arguelles, decongestionare Plaza del Sol ed eliminare i vicoli insalubri del centro.

L’evoluzione di quel progetto urbanistico, realizzato in tre tratti, e’ oggi ripercorsa dalla visita guidata ‘Gran via, cento anni di storia’ (la web e’ www.esmadrid.com), il tour organizzato dal Comune per la celebrazione del centenario. La realizzazione del primo tratto, lungo 24 metri da Calle Alcala’ alla Red de San Luis, trasferi’ nel primo decennio del secolo scorso nella capitale il modernismo della Belle Epoque.

Il secondo, che negli anni Venti comporto’ la demolizione di 300 case e il risanamento di 35 strade laterali, tratteggio’ la skyline attuale, con la costruzione di edifici emblematici come quello di Telefonica, che oggi ospita la fondazione del gruppo presieduto da Cesar Alierta. Gli anni Trenta portarono invece Hollywood nella Gran Via, invasa dalle sale cinematografiche, oggi in gran parte estinte per far posto agli esercizi commerciali.

La costruzione del terzo tratto fra le piazze di Callao e quella di Espaa, che comincio’ prima della Guerra Civile (1936-1939), fu bloccata dalle bombe del conflitto e conclusa solo nell’ottobre del 1948. Lunedi’, accompagnato dal sindaco Alberto Ruiz Gallardon, il re Juan Carlos, nipote di Alfonso XIII, dara’ il via ufficiale agli eventi commemorativi del centenario, con l’inaugurazione di un monumento nella Plaza del Callao.

Piu’ tardi, il monarca assieme alla moglie Sofia visitera’ la Casa del Libro, uno degli esercizi commerciali emblematici, con una puntata allo studio utilizzato dal filosofo Ortega y Gasset ai tempi in cui dirigeva la prestigiosa Revista de Occidente. E, infine, una visita alla mostra fotografica di immagini storiche della Gran Via, dal 1910 ad oggi, dall’archivio del quotidiano ABC.

E’ il preludio a oltre 40 attivita’ culturali e turistiche indette nella citta’ in occasione del centenario, fra cui la mostra ‘Oh, cielos’, che raccogliera’ al Circulo de Bellas Artes le fotografie del cielo di Madrid degli ultimi 50 anni; o la sfilata lungo la Gran Via che a carnevale celebrera’ la Belle Epoque.

Testimone della transizione alla democrazia dopo la fine della dittatura franchista e vetrina della movida madrilea, la lunga ‘avenida’ e’ stata protagonista dell’esplosione creativa degli anni ’80, grazie ad artisti come Alaska o il regista Pedro Almodovar.

Scenario di molti dei film del regista di ‘Tutto su mia madre’, di quelli di Alejandro Amenabar, attualmente e’ l’epicentro della vita madrilea, concentrando l’essenza e il dinamismo del commercio, l’architettura, il tempo libero – e’ la Broadway europea – e la diversita’ di culture che fanno di Madrid una grande metropoli contemporanea.

Paola Del Vecchio (ANSAmed).

 Madrid – Alcune migliaia di manifestanti hanno sfilato per le strade della capitale spagnola scandendo slogan e alzando striscioni contro la corrida, divenuta in questi giorni oggetto di uno scontro politico-legale tra i sostenitori dello spettacolo e gli animalisti. E’ infatti intenzione del governo della regione di Madrid di chiedere l’inserimento della tauromachia nel patrimonio culturale – e dunque renderlo un evento protetto – come risposta alla minaccia di bando delle corride avanzata in Catalogna, nel nord-est della Spagna.

La manifestazione di oggi, per le sue dimensioni e la qualità della partecipazione, è stata definita “storica” dagli organizzatori, e una delle più importanti mai organizzate a Madrid. La capitale è anche il bastione irriducibile della “Fiesta” taurina. Qui, alle arene di Las Ventas, il 6 maggio comincerà la grande Feria annuale di San Isidro.

Il governo locale della regione di Madrid, di destra, ha annunciato di voler qualificare la tauromachia come “bene di interesse culturale”. “A Madrid oltre il 70% della popolazione respinge questi atti di barbarie e di tortura”, ha detto all’Afp la portavoce del partito anti-corrida (Pacma), Mireya Barbeto. “E’ una vergogna nazionale”. Insieme al Pacma, sono molte le organizzazioni ecologiste e animaliste che hanno contribuito a creare la piattaforma anticorrida “La tortura non è cultura”, promotrice della manifestazione di oggi. Tra gli obiettivi degli slogan, anche il re Juan Carlos, grande amante delle corride.

Il dibattito sulla corrida ha preso nuovo slancio nelle ultime settimane in Spagna dopo che il Parlamento della Catalogna ha organizzato a marzo delle audizioni movimentate su una possibile interdizione delle tauromachie sollecitata dai gruppi animalisti catalani con una proposta di iniziativa popolare. In previsione di un possibile caso legislativo aperto in Catalogna, altre due regioni governate dalla destra, Valencia e Murcia, hanno avviato la procedura per inserire la tauromachia tra i beni culturali in modo da proteggerla da coloro che ne chiedono l’abolizione.

Articolo tratto da www.repubblica.it

Per celebrare il centenario della Gran Via di Madrid, Musica & Contorni vuole rammentare due realtà storiche del pop musicale madrileño internazionale: Julio Iglesias “il passato” e Enrique Iglesias “il presente”

Julio Iglesias è nato a Madrid il 23 settembre 1943. Ha all’attivo una carriera lunga quarantadue anni, culminata con grandi hit come “Se mi lasci non vale” (’76) e “Se tornassi” (’79). Dato il suo successo planetare,  le sue canzoni in spagnolo sono state tradotte in più idiomi. Attualmente è in tournée in giro per tutto il mondo. In italia il suo periodo di maggior gloria risale agli anni’70-’80. Alex Simone

http://www.julioiglesias.com/IT/index.html (biografia di Julio Iglesias)

http://video.libero.it/app/play?id=759308d419b138c295efb317cd669ef1 (video di “Sono un pirata, sono un signore”)

Nato a Madrid, Spagna, il giorno 8 maggio 1975, Enrique è il terzo figlio della superstar internazionale della canzone Julio Iglesias e della ex modella di origine filippine Isabel Preysler. Ha solo tre anni quando i suoi genitori divorziano: resta con la madre sino all’età di 8 anni, poi raggiunge il padre a Miami. La personalità di Enrique si forma nell’adolescenziale vita di Miami, innamorato delle moto e del windsurf. Già in questo periodo della sua vita Enrique scrive canzoni in segreto e sogna di diventare una star. (fonte www.last.fm )

www.enriqueiglesias.com

http://www.lastfm.it/music/Enrique+Iglesias/+videos/+1-hd-_phkjD5s (video di Enrique Iglesias “Lloro por ti”, dal vivo)

Servizio a cura di Alex Simone

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