Lyserød

Il rosa è il colore dell’amore ed ha un positivo effetto sulle emozioni e sul cuore. La Fucsia, è una pianta provienente dal Messico dove cresce solitamente ad alberello, per i suoi fiori leggeri, i petali variamente sovrapposti a strati, il portamento, i colori eleganti, rappresenta l’emblema della grazia. Il colore fucsia prende il nome da essa.

Il ravanello è una pianta annuale, molto diffusa e prodotta in quasi tutte le regioni italiane, ideale da coltivare anche negli orti domestici. Appartenente alla famiglia delle crocifere, il Raphanus sativus, questo il suo nome botanico, è originario della Cina e del Giappone, dove è conosciuto e apprezzato da piu’ di tremila anni.

Ben conosciuti fin dall’epoca dei Romani e dei Greci, secondo la medicina antica, i ravanelli avevano la proprietà di favorire il sonno. Il loro ciclo biologico è molto breve (60-90 giorni dalla semina) ed è possibile, stando attenti a scegliere il periodo di semina più adatto, coltivarli in ambienti diversi, anche se i migliori sono quelli freschi e non troppo soleggiati con terreni a elevata fertilità. I ravanelli possono essere tondi oppure di forma allungata, e di dimensioni variabili.

Il sapore pungente e la polpa bianca e croccante aggiungono gusto sia alle insalate che al pinzimonio, e si rivelano un’ottima e soprattutto leggera guarnizione per piatti a base di carne o pesce. Infatti, il suo bassissimo contenuto calorico, solo 11 calorie per 100 grammi, li rende un alimento fondamentale e una alternativa preziosa ai tradizionali menu dietetici. Con riferimento alle sue proprietà fitoterapiche, tradizionalmente si sa che il ravanello ha proprietà diuretiche e depurative.

Dal punto di vista della composizione: il ravanello contiene sali minerali e vitamine B e C, è anche ricco di fibre, sodio, calcio, fosforo e ferro. E adesso qualche consiglio pratico per poter utilizzare al meglio questo prezioso alimento.

Iniziamo col dire che quando si decide di acquistarlo bisogna fare attenzione che il ravanello non sia morbido al tatto. Per pulirlo al meglio, si devono prima togliere la punta e le foglie e poi lo si deve lasciare per qualche tempo in acqua fredda: cio’ aumentera’ la sua croccantezza. Ricordarsi infine che puo’ essere conservato in frigorifero ma che deve essere consumato prima cle le sue foglie si affloscino.


Maschera al ravanello
Ottima per attenuare le macchie derivanti dalla tintarella estiva. Prendere una decina di ravanelli e del sale da cucina. Tagliateli a fette, lasciandoli per circa mez­z’ora in un colino con sale per far eliminare l’acqua. Frullateli e stendete la polpa sul viso. Sciacquare dopo mezz’ora.   

Marisa Paolucci (al testo sono state apportate alcune modifiche da Alex Simone)

 

La Santa della spina e della rosa: Rita
Rita nacque presumibilmente nell’anno 1381 a Roccaporena, un villaggio situato nel comune di Cascia in provincia di Perugia, da Antonio Lotti e Amata Ferri. I suoi genitori erano molto credenti e la situazione economica non era agiata ma decorosa e tranquilla.

La storia di S. Rita fu ricolma di eventi straordinari e uno di questi si mostrò nella sua infanzia.
La piccina, forse lasciata per qualche momento incustodita nella culla in campagna mentre i genitori lavoravano la terra, fu circondata da uno sciame di api. Questi insetti ricoprirono la piccola ma stranamente non la punsero. Un contadino, che nel contempo si era ferito alla mano con la falce e stava correndo a farsi medicare, si trovò a passare davanti al cestello dove era riposta Rita. Viste le api che ronzavano attorno alla bimba, prese a scacciarle ma, con grande stupore, a mano a mano che scuoteva le braccia per scacciarle, la ferita si rimarginava completamente.

La tradizione ci tramanda che Rita aveva una precoce vocazione religiosa e che un Angelo scendeva dal cielo a visitarla quando si ritirava a pregare in un piccolo sottotetto.

Rita avrebbe desiderato farsi monaca tuttavia ancor giovanetta (circa a 13 anni) i genitori, oramai anziani, la promisero in sposa a Paolo Ferdinando Mancini, un uomo conosciuto per il suo carattere rissoso e brutale. S. Rita, abituata al dovere non oppose resistenza e andò in sposa al giovane ufficiale che comandava la guarnigione di Collegiacone, presumibilmente verso i 17-18 anni, cioè intorno al 1397-1398.

Dal matrimonio fra Rita e Paolo nacquero due figli gemelli maschi; Giangiacomo Antonio e Paolo Maria che ebbero tutto l’amore, la tenerezza e le cure dalla mamma. Rita riuscì con il suo tenero amore e tanta pazienza a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.

La vita coniugale di S. Rita, dopo 18 anni, fu tragicamente spezzata con l’assassinio del marito, avvenuto in piena notte, presso la Torre di Collegiacone a qualche chilometro da Roccaporena mentre tornava a Cascia.

Rita fu molto afflitta per l’atrocità dell’avvenimento, cercò dunque rifugio e conforto nell’orazione con assidue e infuocate preghiere nel chiedere a Dio il perdono degli assassini di suo marito.
Contemporaneamente S. Rita intraprese un’azione per giungere alla pacificazione, a partire dai suoi figlioli, che sentivano come un dovere la vendetta per la morte del padre.

Rita si rese conto che le volontà dei figli non si piegavano al perdono, allora la Santa pregò il Signore offrendo la vita dei suoi figli, pur di non vederli macchiati di sangue. “Essi moriranno a meno di un anno dalla morte del padre”..

Quando S. Rita rimase sola, aveva poco più di 30 anni e senti rifiorire e maturare nel suo cuore il desiderio di seguire quella vocazione che da giovinetta aveva desiderato realizzare.

Rita chiese di entrare come monaca nel Monastero di S. Maria Maddalena, ma per ben tre volte non fu ammessa, in quanto vedova di un uomo assassinato.
La leggenda narra che S. Rita riuscì a superare tutti gli sbarramenti e le porte chiuse grazie all’intercessione di: S. Giovanni Battista, S. Agostino e S. Nicola da Tolentino che l’aiutarono a spiccare il volo dallo ” Scoglio” fino al Convento di Cascia in un modo a Lei incomprensibile. Le monache convinte dal prodigio e dal suo sorriso, la accolsero fra di loro e qui Rita vi rimase per 40 anni immersa nella preghiera.

Era il Venerdì Santo del 1432, S. Rita tornò in Convento profondamente turbata, dopo aver sentito un predicatore rievocare con ardore le sofferenze della morte di Gesù e rimase a pregare davanti al crocefisso in contemplazione. In uno slancio di amore S. Rita chiese a Gesù di condividere almeno in parte la Sue sofferenze. Avvenne allora il prodigio: S. Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla fronte. Fu uno spasimo senza fine. S. Rita portò in fronte la piaga per 15 anni come sigillo di amore.

Per Rita gli ultimi 15 anni furono di sofferenza senza tregua, la sua perseveranza nella preghiera la portava a trascorrere anche 15 giorni di seguito nella sua cella “senza parlare con nessuno se non con Dio”, inoltre portava anche il cilicio che le procurava sofferenza, per di più sottoponeva il suo corpo a molte mortificazioni: dormiva per terra fino alla fine quando si ammalo e rimase inferma negli ultimi anni della sua vita.

A circa 5 mesi dal trapasso di Rita, un giorno di inverno con la temperatura rigida e un manto nevoso copriva ogni cosa, una parente le fece visita e nel congedarsi chiese alla Santa se desiderava qualche cosa, Rita rispose che avrebbe desiderato una rosa dal suo orto. Tornata a Roccaporena la parente si reco nell’orticello e grande fu la meraviglia quando vide una bellissima rosa sbocciata, la colse e la portò a Rita.

S. Rita prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli e contemporaneamente le campane della chiesa si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo di rose si spanse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il Sole. Era il 22 Maggio del 1447.

S. Rita da Cascia è stata beatificata ben 180 anni dopo il suo decesso e proclamata Santa a 453 anni dalla sua morte.

Gelato alla rosa

ATTREZZATURA: Gelatiera
INGREDIENTI
500 ml di latte, una rosa molto grande o 2 rose piccole, 8 tuorli
130 g di zucchero, 250 ml di panna montata, petali di rosa per decorare.
Lavate, snocciolate e tagliate a metà 500 g di ciliegie. In una terrina, mettete 3 cucchiai di farina e incorporatevi 3 uova intere, un pizzico di sale, 6 cucchiai di zucchero a velo e 3 cucchiai di rum. Stemperate il tutto con il latte per ottenere una pastella (poco più densa della pasta per le crépes) senza grumi. Imburrate uno stampo rotondo e disponetevi la frutta.

PREPARAZIONE

Coprite con la pastella senza riempire la piastra perché cuocendo si gonfierà. Cuocete per circa 20-25 minuti nel forno già caldo a 190 gradi. Togliete lo stampo dal forno e spolverizzate con altro zucche ro a velo. Lasciate intiepidire nel forno spento. Servite il calfoutis tiepido e guarnito con margherite glassate.

Portate a ebollizione il Latte, mette in infusione i petali di rosa e Lasciate macerare per 20 minuti. A parte, lavorare i tuorli con lo zucchero per ottenere un composto soffice e chiaro. Aggiungere a filo un po’ di latte per diluire la crema e poi uni re tutto il latte filtrato. Senza mai smettere di mescolare, scaldate il composto fino al punto di ebollizione del latte e prolungate la cottura fino a quando la crema è abbastanza densa da velare il dorso di un cucchiaio.

Inglobate la panna montata, riversate il composto nella gelatiera e procedete secondo Le istruzioni fornite dal vostro elettrodomestico. A piacere, guarnite con petali di rosa. Senza l’aggiunta di coloranti alimentari, questo gelato è bianco.

Pink – Aerosmith (testo)
 
Pink it´s my new obsession
Pink it´s not even a question
Pink on the lips of your lover, ´cause
Pink is the love you discover
Pink as the bing on your cherry
Pink ´cause you are so very
Pink it´s the color of passion
`Cause today it just goes with the fashion
Pink it was love at first sight, yea
Pink when I turn out the light, and
Pink gets me high as a kite
And I think everything is going to be all right
No matter what we do tonight
You could be my flamingo
´Coz pink is the new kinda lingo
Pink like a deco umbrella
It´s kink – but you don´t ever tell her
Pink it was love at first sight
Pink when I turn out the light
Pink gets me high as a kite
And I think everything is going to be all right
No matter what we do tonight
I want to be your lover
I wanna wrap you in rubber
As pink as the sheets that we lay on
Pink is my favorite crayon, yeah
Pink it was love at first sight
Pink when I turn out the light
Pink it´s like red but not quite
And I think everything is going to be all right
No matter what we do tonight

http://testi-canzoni.musiczone.it/aerosmith/video-pink.html (video degli Aerosmith – Pink)

Simone Cristicchi

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-93a52a5b-25e6-4cd3-b355-9be02c988810.html (Simone Cristicchi in Ti regalerò una rosa, dal vivo, presso La Feltrinelli di Roma; con questa canzone, il cantautore romano, ha trionfato al Festival di Sanremo 2007) www.lafeltrinelli.it

Servizio a cura di Alex Simone

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