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Il giallo, in Oriente, è il colore del sole, della fertilità, della regalità. Nell’antica Grecia era il colore dei pazzi che si dovevano vestire di giallo per essere riconosciuti. In Giappone poteva indossarlo solo chi apparteneva alla famiglia reale. Chi preferisce il giallo tende al cambiamento e alla ricerca del nuovo.

Secondo i cromoterapeuti, essendo il colore del sole, dà energia, forza, vitalità, perché le sue vibrazioni sono simili a quelle dei raggi solari. E’ per luogo comune il colore della gelosia.

E’ il terzo colore dopo il rosso e l’arancione, insieme al verde è più facilmente percepito dall’occhio umano, che riesce a distinguere varie gradazioni di verde e di giallo: la natura ci offre tante gradazioni di verde e di giallo.

Lo zafferano è conosciuto fin dai tempi più remoti: Omero, Virgilio, Plinio e Ovidio

lo citano nelle loro opere vantandone le virtù nell’arte culinaria e come colorante, per tingere stoffe. Presso gli antichi popoli asiatici costituiva un ingrediente comune nella cottura di svariate vivande.Veniva usato anche per preparare misture da bruciare durante le cerimonie religiose.

Questa piantina, della famiglia delle iridacee, è originaria dell’Oriente.
Il nome deriva dall’arabo za’-farán’ e dal persiano ‘zaa-fran’. Dall’Asia la coltivazione si diffuse nell’Africa settentrionale, e in seguito in Spagna.

Non si conosce la data precisa in cui lo zafferano dalla Spagna venne introdotto in Italia, ma sappiamo con certezza chi importò i bulbi (o più correttamente cormi, trattandosi di bulbo-tuberi) nel nostro paese: il padre domenicano Santucci, abruzzese di Navelli,  grande appassionato di agricoltura che,  regnando Filippo II di Spagna, era membro del tribunale dell’Inquisizione. Padre Santucci si innamorò della aromatica piantina, studiò la natura del terreno in cui poteva meglio prosperare, quindi decise di coltivarla.

La punta massima della produzione nell’area abruzzese fu raggiunta nel 1840 con un quantitativo di 4000 quintali. Oggi se ne producono solo alcune decine di quintali. In Italia altre zone coltivate a zafferano si trovano in Calabria, nella Puglia, in Sicilia (un paese alle falde dell’Etna si chiama Zafferana). Crocus sativus è una piantina erbacea bulbosa  e perenne che comprende diverse varietà.  (Per i termini vedi fondo pagina.)

I fiori, che spuntano quasi contemporaneamente alle foglie, hanno uno stimma trifido, lungo 2-3 cm: è questa, dal lato economico, la parte più interessante perché da essa si ricava la droga. Il Crocus ama i terreni sciolti, fertili, piuttosto freschi; resiste infatti molto bene al freddo e, nell’Aquilano, prospera ad altitudini di 600-700 metri.

La raccolta inizia quando i fiori incominciano a spuntare, verso la metà o fine di ottobre,
e si protrae per venti, trenta giorni. I fiori vanno raccolti di buon mattino (infatti con il sole si schiuderebbero rendendo facile, con la manipolazione, il deterioramento degli stimmi) e si ripongono in ceste.

Poi, abili, velocissime dita staccano gli stimmi che, posti su setacci, vengono essiccati al calore della brace, per conservarli accentuandone l’aroma e il potere colorante.

La produzione di stimmi freschi varia da 4-5 fino a 15 kg per ettaro.Ma per ricavare un kg di stimmi freschi occorrono circa 60 kg di fiori. Gli stimmi, dopo il processo di essiccamento, si riducono ulteriormente a soli 200 gr. Un chilogrammo di comune zafferano richiede dunque circa 150.000 fiori ed è costituito da 450.000 filamenti.

Oltre che nell’arte culinaria, lo zafferano viene impiegato nell’industria dolciaria e liquoriera. Gli speziali, in passato, lo tenevano in maggior considerazione come sonnifero e antispasmodico: oggi in questo settore ha perduto molto credito ma viene impiegato, in quantità limitate, come eccitante e stimolante sotto forma di sciroppo,tisana, tintura. 

Lo zafferano si può coltivare nel giardino, nell’orto e in piccole quantità anche sul balcone. 

Piantandoli, usate terreno da fiore o terreno leggero molto permeabile, concimato con letame stagionato prima dell’impianto, oppure con fertilizzanti sintetici al momento della fioritura.

Interrate i bulbi nel mese di agosto o settembre, alla profondità di 10-12 centimetri in fila, molto vicino uno all’altro. In campo ogni fila disti dall’altra 20 centimetri. Innaffiate pochissimo. A metà o fine ottobre, quando spuntano i fiori, staccateli dallo stelo, di buon mattino, quindi effettuate la sfioratura, estraendo i filetti rossi dal calice che metterete in un setaccio, essiccandoli su una fonte a calore moderato. Dopo questo trattamento, gli stimmi sono pronti per la conservazione e per l’uso. Mariella Prato

Riso giallo ai formaggi

DOSI PER 4 PERSONE
320 gr. Riso, 1 Bustina Zafferano, 50 gr. Formaggio Parmigiano Grattugiato, 50 gr. Formaggio Emmenthal Grattugiato, 1 Mozzarella Fiordilatte Tritata, 20 gr. Burro

PREPARAZIONE
Cuocete il riso in abbondante acqua salata. Fondete il burro a bagnomaria, scioglieteci lo zafferano e condite nella pentola il riso lesso scolato non troppo asciutto, aggiungendo a poco a poco i formaggi grattugiati e la mozzarella tritata. Amalgamate a fuoco basso e servite bollente.

http://www.beatlestube.net/video.php?title=yellow+submarine 

La cantante Giorgia

http://video.libero.it/app/play?id=bc3efca7e53a22292d38623270a72b9d  (video di “Girasole” – Giorgia)http://it.netlog.com/go/explore/videos/videoid=it-4947416 (video di “Bandiera gialla” – Gianni Pettenati)

 Servizio di Alex Simone

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