Purple tendency


VIOLA è sinonimo di conoscenza, devozione religiosa, santità, sobrietà, penitenza. Rappresenta la porta dell’aldilà. E’ il colore dell’arte, della fantasia, del sogno, dell’altruismo e della guarigione. E’ dignità e nobiltà, prudenza, umiltà e saggezza. Chi ama il viola ha un carattere un po’ difficile con tendenze opposte e inconciliabili. Ha bisogno di sentirsi libero, vuole affascinare, suscita ovunque simpatia e ammirazione. E’ molto disponibile e comunicativo, possiede grande umanità, coltiva interessi ad alto livello, è colto e sensibile. Desidera aiutare gli altri in modo significativo, ha inclinazione per l’occulto, il magico e l’arcano. Ha buon gusto e cura molto il suo aspetto fisico. Raffinato cultore della bellezza e dell’arte.
La MELANZANA è una pianta originaria delle zone calde di Cina e India e venne introdotta a partire dal 1440 in Occidente dagli Arabi, e in seguito in Europa a opera di alcuni Carmelitani. Nel 1550 viene citata nel Trattato della coltura degli orti e giardini scritto dal naturalista italiano Soderini. Questa verdura per molto tempo non riscosse alcun successo (si riteneva addirittura che potesse provocare la pazzia). Attualmente in Italia si producono circa tre milioni di quintali di melanzane, specialmente in Sicilia (il 30% della produzione nazionale). Fra le varietà più diffuse ricordiamo la Gigante bianca di New York, la Precoce di Barbentane, la Violetta lunga di Napoli, la Violetta tonda.


Il valore nutritivo delle melanzane (di qualsiasi varietà) è piuttosto scarso; poche calorie, basso contenuto di grassi, proteine e glicidi, quantità ridotte di vitamine e sali minerali. Per queste ragioni rientrano spesso nella composizione delle diete dimagranti.


Storia della parmigiana di melanzane  


Jeanne Caròla Francesconi, conoscitrice della cucina partenopea e scrittrice, sostiene che le origini della ricetta risalgono ad oltre due secoli or sono ed individua nelle opere di V.Corrado ed I.Cavalcanti i primi tentativi di illustrare la ricetta che noi attualmente conosciamo come la parmigiana di melanzane.


Un indizio importante per individuare il momento in cui la ricetta cominciò a prendere corpo, è identificabile nella presenza di un ingrediente importante quale è il pomodoro, fatto che in certa misura ne certifica l’origine settecentesca. Anche questo ortaggio, importato in Europa solo con la scoperta delle Americhe, ha seguito lo stesso destino della melanzana, riuscendo infine ad affermarsi nelle mense europee solo nel corso del XVIII secolo. Queste osservazioni sostengono la tesi che la comparsa della parmigiana sia da collocare tra la seconda metà del XVIII ed i primi decenni del XIX secolo.
 


Nel celebre trattato Il Cuoco Galante di Vincenzo Corrado , autore di origine pugliese, che prestò sevizio nelle più prestigiose casate Napoletane, tra XVIII e XIX secolo, troviamo la prima ricetta riconducibile in certa misura a quella che noi oggi conosciamo come parmigiana. È possibile, anche per le ragioni summenzionate, che in origine la preparazione fosse tipica delle zucchine. Nell’unica ricetta dedicata alle melanzane (Petronciani) l’autore suggerisce la possibilità di prepararle alla maniera di zucche, pastinache (sorta di carote) e pomodori.
Per trovare la prima ricetta delle melanzane alla parmigiana a noi familiare bisogna aspettare il 1837 quando Ippolito Cavalcanti duca di Buonvicino diede alle stampe la sua opera più importante: “Cucina teorico pratica.”
 


La parmigiana per eccellenza è oggi quella di melanzane, ma il termine viene talvolta riferito anche a preparazioni a base di ortaggi affettati e disposti come le scalette di una finestra persiana a formare strati alternati con altri ingredienti.
Il dizionario Devoto – Oli, definisce il termine come segue: “cucinare alla maniera dei Parmigiani, ovverosia degli abitanti della città di Parma, vuol dire cucinare vegetali a strati”.
Stessa etimologia è proposta dal “Dizionario etimologico” Cortelazzo-Zolli che fa risalire la comparsa del termine parmisciana, riferito alla pietanza di melanzane fritte cotte al forno, a prima del 1440 in S. Prudenziani.


Il termine parmigiana secondo altri, deriverebbe dalla parola siciliana parmiciana con cui sono chiamate le liste di legno che compongono una finestra persiana, forma richiamata dalla disposizione a strati sovrapposti delle fette di melanzana fritte. E’ comunque da rimarcare il fatto che in molti libri di gastronomia, stampati tra il 1600 ed il 1800, tra i quali quelli del Corrado e del Cavalcanti, la locuzione “alla parmigiana” venisse adoperata, per indicare la presenza del tipico formaggio nelle ricette, valga l’esempio delle 28 ricette “alla parmigiana” illustrate nel Cuoco Galate, tutte caratterizzate dalla presenza del formaggio Parmigiano.


La ricetta 
 
Ingredienti :
1 kg di melanzane
800 gr di pomodori
100 gr di parmigiano grattugiato
200 gr di mozzarella
qualche foglia di basilico
2 cucchiai di olio di oliva
sale
pepe
olio per friggere
 
1. Lavate le melanzane, mondatele e affettatele nel senso della lunghezza; cospargetele con un pizzico di sale e lasciatele “piangere” su un piano inclinato. Poi sciacquatele, asciugatele e friggetele un po’ per volta, in olio bollente. Prelevatele con un mestolo forato e passatele nella carta assorbente.
2. Mondate i pomodori, lavateli per bene, tagliateli a cubetti e fateli soffriggere nell’olio di oliva ben caldo; aromatizzate con il basilico, salate, pepate, mescolate e cuocete per 20 min.
3. Fate uno strato di melanzane sul fondo di una pirofila, spolverizzatele di parmigiano, cospargetele con qualche fetta di mozzarella, sopra irroratele con un mestolino di salsa di pomodoro e continuate ad alternare gli ingredienti fino ad esaurimento. Quindi infornate e cuocete per 40 min. a 180°. Servite ben calda.


http://video.libero.it/app/play?id=a2835b6cf1493374e3b3e2b5689cc840 (videoclip di Prince in Purple Rain)


http://video.libero.it/app/play?id=89fc5216c1835641fbf5ae4a083ba19e (video de Il posto delle viole – Fiorella Mannoia)


Visioni interiori di Bill Viola. Roma, Palazzo delle Esposizioni, 21 ottobre 2008 – 6 gennaio 2009. Da oltre 35 anni, Bill Viola crea videotapes, video installazioni, ambienti sonori e performances di video e musica elettronica, realizzati utilizzando tecnologie sofisticate e innovative. Le sue opere – concepite per immergere totalmente il visitatore nell’immagine e nel suono -coniugano una straordinaria sofisticazione tecnica ad un’assoluta essenzialità formale. Il libro è reperibile su www.lafeltrinelli.it


http://dailymotion.virgilio.it/video/x17t6q_viola-valentino-comprami_fun 


COMPRAMI – VIOLA VALENTINO
Se sei giù perché ti ha lasciato
Se per lei sei un uomo sbagliato
Se non sei mai stato un artista…
O non sai cos’è una conquista
Se per lei sei stato un amico
Se non hai lo sguardo da fico
Se non vuoi restare da solo
Vieni qui e fatti un regalo.


Comprami,
Io sono in vendita
E non mi credere irraggiungibile
Ma un po’ d’amore, un attimo,
Un uomo semplice
Una parola, un gesto, una poesia,
Mi basta per venir via


Felicità
E’ una canzone pazza che cantare mi va
Una musica che prende e che ballare mi fa


Se non sai da un film a colori
Portar via le frasi agli attori
Se per te il sabato sera
Non c’è mai una donna sicura
Se non hai sulla tua rubrica
Una che sia più di un’amica
Se non sai andare lontano
Dove non ti porta la mano


Comprami,
Io sono in vendita
E non mi credere irraggiungibile
Ma un po’ d’amore, un attimo,
Un uomo semplice
Una parola, un gesto, una poesia,
Mi basta per venir via


Felicità
E’ una canzone pazza che cantare mi va
Una musica che prende e che ballare mi fa


Felicità
E’ una canzone pazza che cantare mi va
Una musica che prende e che ballare mi fa…





 




La cantante Viola Valentino in una foto del 1980

Servizio a cura di Alex Simone

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