Serata Béjart al Teatro alla scala di Milano

Gabriele Corrado, il ballerino che sostituirà l'étoile Roberto Bolle

Serata Béjart

Serata Béjart

Dicembre  2009:  16 (20:00), 17 (20:00), 19 (20:00), 29 (14:30), 29 (20:00), 30 (20:00), 31 (18:00)
Gennaio  2010:  02 (20:00), 03 (15:00), 05 (20:00)Durata spettacolo: 1 ora e 50 minuti

Sintesi fra balletto e musica nella sua forma più completa. La bacchetta di Daniel Harding rende onore a tre capolavori della musica del ‘900, celebrando Maurice Béjart. Chant du compagnon errant  è il cuore della serata, un tributo al coreografo e ballerino francese che tanto ha dato al Teatro alla Scala nella sua lunga carriera. Daniel Harding guiderà l’orchestra sulle note di Mahler.

Apre la serata L’uccello di fuoco, la fiammante fenice che risorge, come il poeta/rivoluzionario e le idee che non muoiono mai. Esaltazione della rinascita della vita in La Sagra della primavera, che chiude il trittico. Due balletti musicati da Stravinskij che sovrappongono la sua carica innovatrice a quella dei grandi messaggi di Béjart.   


Avvertenza:

Il Teatro alla Scala apprende con rammarico che Roberto Bolle dovrà sottoporsi a un periodo di riposo di alcune settimane in seguito a un piccolo intervento per ovviare a un malessere sorto recentemente. Per questo motivo l’étoile non potrà danzare, accanto a Massimo Murru, Chant du compagnon errant.

“Sono dispiaciutissimo per questo contrattempo che mi costringe a rinunciare momentaneamente ai due appuntamenti ad Amburgo e alla Scala di Milano, cui tenevo tantissimo e per i quali mi stavo preparando da tempo – ha dichiarato Roberto Bolle. Conto di tornare al più presto  ai miei allenamenti e a esibirmi in palcoscenico.”

L’étoile sarà sostituita da Gabriele Corrado, giovane artista del Teatro alla Scala.

L’OISEAU DE FEU (L’UCCELLO DI FUOCO)

Coreografia Maurice Béjart

Musica Igor’ Stravinskij

Costumi Joëlle Roustan e Roger Bernard
Ripresa coreografica Michel Gascard
CHANT DU COMPAGNON ERRANT (CANTO DI UN GIOVANE ERRANTE)
Coreografia Maurice Béjart
Musica Gustav Mahler
Baritono Christopher Maltman (16, 17, 19 dicembre; 3 gennaio) / Roderick Williams (29, 30, 31 dicembre; 2, 5 gennaio)
Ripresa coreografica Gil Roman
LE SACRE DU PRINTEMPS (IL SACRO NELLA PRIMAVERA)
Coreografia Maurice Béjart
Musica Igor’ Stravinskij
Ripresa coreografica Michel Gascard, Kyra Kharkevitch
Direttore Daniel Harding
Étoile Massimo Murru
http://www.balletto.net/giornale.php?articolo=636 (Trama de L’uccello di fuoco)
La recensione di Patrizia Binco

L’uccello di fuoco di Bejart infiamma la Scala

Grande successo lo scorso 16 dicembre per la prima rappresentazione al Teatro alla Scala di Milano, di ‘Serata Bejart’, trittico di balletti rappresentativi della irrequieta parabola creativa di uno dei maggiori coreografi del ventesimo secolo, Maurice Béjart, scomparso nel 2007 a Losanna. Grande successo quindi, ma del resto c’era da aspettarselo, per i ballerini scaligeri protagonisti della serata che replicherà fino al 5 gennaio 2010.
Anche se si è fatta ovviamente sentire l’assenza, per motivi di salute, di Roberto Bolle sostituito dal giovane Gabriele Corrado in ‘Chant du compagnon errant’, gli applausi convinti del pubblico sono andati, in ordine di apparizione al solare ed energico Antonino Sutera interprete de ‘L’Uccello di fuoco’ di Stravinskij e a Eris Nezha (La Fenice) dalla possente fisicità., successivamente a Roberto Murru il quale, grazie alla sua sensibilità interpretativa, ha trasportato gli spettatori nella musica di Mahler insieme a Gabriele Corrado che ha retto bene l’inevitabile confronto con l’etoile Bolle. Rivelazione della serata la giovane Francesca Podini, danzatrice milanese figlia d’arte dei maestri scaligeri Paolo Podini e Vera Karpenko, scelta da Michel Gasgard e Kyra Kharkevitch che hanno curato la ripresa coreografica di ‘Sacre du printemps’ di Bejart, per interpretare il ruolo di ‘L’Elue” accanto a ‘L’Elu’ Mick Zeni.
Una danzatrice che sarebbe sicuramente piaciuta a Bejart per le sue lunghe linee e per la capacità di alternare spigolosità e armonia, carica aggressiva e sensualità a ingenuità e dolcezza. In questa ‘Sacre’, che nel febbraio del 1973 arrivò per la prima volta alla Scala con la sua compagnia del ‘Ballet du XXème Siècle’, il coreografo francese cercò di ritrovare il segno di un rito primordiale durante il quale si consuma, con selvaggia animalità, l’unione carnale tra l’uomo e la donna. E ancora oggi sorprende la modernità di questo balletto che all’epoca, quando fu rappresentato nel 1959 a Bruxelles, ebbe l’effetto di un elettrochoc per la scioccante intensità e la carica erotica della rappresentazione durante la quale, in una indefinita età primordiale, un drappello di uomini guerrieri vanno ‘a caccia’ di un gruppo di donne solo apparentemente indifese.
I tre balletti rimontati per la serata dedicata a Bejart e rivisti dunque sul palcoscenico della Scala dopo molti anni di assenza, hanno dato quindi l’opportunità di riflettere sulla poetica di questo artista il quale credeva fermamente nella danza più come fenomeno d’origine religiosa e poi sociale. ‘La danza è un rito sacro o un rito umano e in quanto rito mi interessa. Quando invece è divertimento non è più danza’.
‘L’Uccello di fuoco’ invece, famoso balletto coreografato nel 1910 da Michel Fokine, perde con Bejart le piume magiche e il concetto ispiratore diventa l’idea della Fenice e della Rivoluzione. L’Uccello di fuoco diventa dunque la Fenice che risorge dalle sue ceneri e il poeta, come il rivoluzionario, è un uccello di fuoco. Antonino Sutera ha interpretato con convinzione e passionalità il ruolo, supportato da un corpo di ballo in piena forma.
Di tutt’altra intensità la coreografia centrale della serata ovvero ‘Chant du compagnon errant”, un duo che Bejart creò espressamente per Rudolf Nureyev e Paolo Bortoluzzi e nel quale sviluppò un tema a lui caro, quello del doppio. In questo caso si tratta di un giovane e del suo angelo, giovane deluso vittima innocente del suo destino che erra senza meta. Gli interpreti originari del balletto, ovvero Nureyev e Bortoluzzi, avevano la stessa altezza e corporatura che rendeva evidente il concetto del doppio. Con le riprese, in questo caso di Gil Roman, il senso del balletto si è un po’ modificato scegliendo ballerini di corporatura e fisicità diverse come nel caso dell’ottimo del Roberto Murru e del bravo Gabriele Corrado.

http://www.balletto.net/giornale.php?articolo=2335 (Trama di Canti di un giovane errante)

  

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