Le vincitrici di Sanremo 2012
http://www.youtube.com/watch?v=-gMOANd-v0o (Emma Marrone)
http://www.youtube.com/watch?v=PWu71JMwGWE&ob=av2e (Arisa)
http://www.youtube.com/watch?v=ic8W38g5Ge8 (Noemi)
http://www.youtube.com/watch?v=-gMOANd-v0o (Emma Marrone)
http://www.youtube.com/watch?v=PWu71JMwGWE&ob=av2e (Arisa)
http://www.youtube.com/watch?v=ic8W38g5Ge8 (Noemi)
TERZA SERATA
Il festival decolla. Abbiamo aspettato tre serate ma finalmente la puntata-evento che celebra la musica nostrana nel mondo ci ha regalato oltre quattro ore di buona musica.
Nessuna coreografia iniziale, ma un Morandi che ci introduce in “Viva l’Italia nel mondo” con la colonna sonora del film “Mondo cane”, l’intensa performance di “Dio come ti amo” e con uno dei cavalli di battaglia dell’intramontabile Mimì, “Gli uomini non cambiano”.
Effettivamente ci è subito parso un Morandi più a suo agio, meno costruito rispetto alla versione “presentatore” e assolutamente naturale, insomma: è questo il talento di Gianni. La terza serata del Festival sembra pertanto partire alla grande.
Viene annunciata la giovane valletta ceca, questa sera più rilassata ma sempre bellissima; anche l’abito rosso che indossa non è da meno e le calza proprio a pennello: eleganza e classe sono gli elementi che lo contraddistinguono i quali insieme alla profonda scollatura, rendono la giovane Ivanka sensuale ma non volgare. Entra anche Rocco Papaleo ormai completamente a suo agio sul palco dell’Ariston.
Inizia subito l’esibizione dei 14 big: gli artisti in gara interpreteranno un brano italiano che nella storia è stato in grado di spopolare oltre i confini dello stivale, diventando un’icona anche all’estero.
Ciascun artista sarà inoltre accompagnato da un big internazionale, grande ospite della serata.
Si parte con una bravissima Chiara Civello che in coppia con Shaggy ci ripropone “Io che non vivo senza te”. Fantastica lei, un po’ meno lui: il rap non è decisamente da palco dell’Ariston e mal si adatta alla storica canzone di tutt’altro stile.
Il secondo big a esibirsi è Samuele Bersani che accompagnato da Goran Bregovic ci intrattiene con un classico tutto emiliano: “Romagna mia”, riadattata per l’occasione in “My sweet Romagna”. Bella l’idea di partenza ma i canti popolari proprio non ci piacciono all’Ariston.
Tocca alla talentuosa Nina Zilli che con “Grande grande grande” o meglio “Never never never” riconferma la sua assonanza con la Tigre di Cremona, Mina, almeno stilisticamente. Ottima performance, in coppia con un’emozionante e intensa Skye.
E’ il turno dei Matia Bazar i quali neanche stasera deludono le aspettative: elegante come sempre la Mezzanotte con la sua collana vistosa collana, ci delizia con la versione inglese di “Parla più piano” accompagnata da un divertente Al Jarreau. L’atmosfera si fa più intensa e quasi magica: bravi!
Emma Marrone, a parer mio la sorpresa del Festival, sale questa sera sul palco insieme a Gary Go, interpretando con contagiosa energia una canzone divenuta famosa grazie a Patty Pravo: “Il paradiso”. L’arrangiamento è ovviamente rockeggiante e facciamo i complimenti ad entrambi: splendida performance.
E’ la volta dell’elegante e delicata Arisa, in coppia con il grande Josè Feliciano, che ci canta un’intensa e bellissima “Che sarà”.
E’, adesso, uno dei momenti clou della serata perché sale sul palco la campionessa di nuoto mondiale Federica Pellegrini.
Dopo il poco convincente valzer che ha improvvisato con Morandi, la talentuosa atleta viene tolta dall’imbarazzo con un’intervista “tu per tu” con un Gianni divertito. Prima di andare via, Federica lo invita però ad un altro ballo, stavolta movimentato e scelto da lei.
Al termine, vengono consegnati a Federica gli ormai leggendari fiori di Sanremo – leggendari proprio perché non se ne vedevano più, almeno su quel palco: ma allora esistono ancora!!
La serata prosegue con un bravo Francesco Renga in coppia con Sergo Dalma nella straordinaria re-interpretazione de “Il mondo”.
Anche Pierdavide Carone riconferma le sue doti di interprete con un classico della musica napoletana “Anema e core”: con lui, Mads Langer e ovviamente Lucio Dalla.
E’ il turno di Irene Fornaciari che insieme al grande chitarrista dei Queen, Brian Harold May, ci regala una splendida versione di “Uno dei tanti” divenuta per l’evento “I who have nothing”.
La presenza de May è stata sicuramente un privilegio per l’Ariston, dove ha portato quella ventata di vitalità che forse un po’ mancava.
Ecco riapparire Ivana che nel frattempo sfoggia un altro luccicante abito azzurro e argento forse meno interessante del precedente, ma bello comunque.
Uno degli ospiti più attesi della serata è sicuramente “la sacerdotessa” del rock internazionale: Patti Smith. La sua performance è stata impeccabile ed è valsa la vittoria dei Marlene Kunz con “Impressioni di settembre”.
La serata questa volta sembra trascorrere piacevolmente, forse per il livello artistico degli ospiti, forse perché è finalmente la musica la protagonista assoluta della serata.
Si prosegue con “Almeno tu nell’universo” cantata – e non è un caso – dalla grande Loredana Bertè insieme ad uno sconcertante Gigi D’Alessio e ad una quasi assente Macy Gray. Emozionante il momento dopo l’esibizione in cui un’inedita Bertè mostra tutta la sua fragilità nel ricordare la sorella.
Si continua con le esibizioni di Eugenio Finardi in coppia con Noa che ci propongono “Torna su Rieto” in un arrangiamento a tratti dolce con un melodioso violino a tratti aggressivo e rockeggiante.
Dolcenera si presenta sul palco con il rapper di fama mondiale Professor Green, reduci dal successo di “Read all about it”. Cantano una canzone-simbolo della musica italiana, “Vita spericolata” di Vasco Rossi presentata per la prima volta proprio su quel palco. Inutile dire che l’esibizione è stata impeccabile con una Dolcenera sempre più energica e convincente; “My life is mine” si adatta anche allo stile rap di Professor Green. Molto bravi entrambi.
Chiude la serata Noemi che in coppia con Sarah Jane Morris interpreta “To feel in love”, “Amarsi un po’”: anche qui, il livello di performance è alto. Brave!
Prima di annunciare il vincitore della serata, un malizioso e sensuale stacchetto tiene incollati i maschietti al teleschermo: una Ivanka sexy, a metà tra potente dominatrice degli uomini e vamp sexy e contesa.
Vengono a questo punto riproposte le 4 canzoni precedentemente eliminate dalla giuria demoscopica, due delle quali rientreranno in gara grazie al televoto.
Morandi ci annuncia prima il vincitore della serata, i Marlene Kunz con Patti Smith, e solo alla fine proclama i due artisti riammessi in gara dal “popolo sovrano”: Pierdavide Carone con Lucio Dalla e il dinamico duo D’Alessio/Bertè. Foto: Patti Smith e Lucio Dalla
Antonio Paone
PRIMA SERATA
Dopo le polemiche che puntualmente ogni anno lo precedono, alle ore 20:30 del 14 febbraio 2012 prende il via la 62esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo.
Come vuole la tradizione, il presentatore della passata edizione si presenta sul palco per passare il testimone al neo, ma dato che si tratta di un bis, sono i comici Luca e Paolo ed anticipare il Festival del 2012.
Un’introduzione piuttosto prolungata dato che ci hanno intrattenuti per oltre 30 minuti con dialoghi a base di volgarità e riferimenti politici con tanto di allusioni alla “bella e compianta Italia” berlusconiana.
Non mancano inoltre accenni alla cronaca attuale, alla Costa Concordia, al comandante Schettino e, dulcis in fundo, ci viene ricordato di pagare il canone rai. Il festival parte già in modo discutibile: comicità (???), volgarità e politica.
Come dicevamo, dopo una “intensa”mezz’ora di preamboli, il duo comico termina la sua esibizione presentando finalmente il vero protagonista del palco: Gianni Morandi, confermato per il secondo anno consecutivo alla conduzione. Non entra direttamente dal retro-palco ma passa tra il pubblico, salutando tutti con strette di mano e prendendo infine posto accanto ai due comici.
Assenti le due primedonne dell’edizione 2011: Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, ospiti previste per la seconda serata ma, a sorpresa, più tardi su quel palco.
Ma no, non è ancora il momento di dare ufficialmente il via al festival, sebbene siano le 21:00. D’un tratto veniamo proiettati in uno scenario spaziale, in una galassia tra pianeti e un astronauta che si rivelerà più tardi essere il coreografo e ballerino Daniel Ezralow, affiancato dal suo corpo di ballo: bella e d’impatto la scenografia che sfrutta la tecnologia 3D.
Un po’ meno bella invece la scenografia arancio-azzurra della sala, che è risultata a nostro parere cupa e illusoriamente piccola.
Sono le 21:24 e viene finalmente annunciata la prima artista della serata: è Dolcenera con “Ci vediamo a casa”, un pezzo ritmato ed energico come la personalità musicale dell’artista, contrariamente al look che questa volta è molto più sobrio del solito. Nessuna sorpresa dunque da parte di Dolcenera che con il suo ultimo album ci ha abituati ad uno stile completamente rinnovato rispetto ai precedenti. Il brano è già questa mattina, uno dei più trasmessi dalle radio.
Tocca a Samuele Bersani e alla sua “Un pallone” che non pare aver convinto molto. Un brano semplice all’apparenza e con musiche abbastanza leggere seppur con un testo elaborato. Vedremo il riscontro del pubblico.
Alle 21:37 circa fa il suo ingresso sul palco, la spalla di Morandi, l’attore, regista e cantante Rocco Papaleo, al suo debutto all’Ariston. Bell’entrata e bell’atteggiamento sul palco durante tutta la serata. L’emozione c’era ma l’ha gestita bene: promosso!
La serata prosegue con la rossa focosa Noemi, che torna sul palco dopo il grande successo sempre sanremese “Per tutta la vita”. Quest’anno tenta di bissare il successo con una canzone scritta per lei dal grande Fabrizio Moro (e si vede!!): “Sono solo parole” è una ballata rock che pare scritta apposta per la cantante. Ottima interpretazione. Bella canzone. Belle parole. Un brano che avrà sicuramente il suo successo immediato.
Alle 21.53 entra in scena Francesco Renga, lanciato proprio dal Festival e con una carriera ormai ben consolidata: “La tua bellezza” è un bel pezzo che non delude le aspettative, elegante e all’altezza del festival. Uno dei favoriti.
E’ il turno della cantautrice Chiara Civello, che a Sanremo presenta “Al posto del mondo”: una canzone non di facile presa, ben diversa dal suo stile classico. Non ha convinto molto.
La serata sembra proseguire in modo scorrevole e lineare quando all’improvviso accade qualcosa di strano: spari, esplosioni, le luci si spengono e accendono ad intermittenza, tutti scappano, compresi gli operatori dietro le quinte, sullo schermo, alcune immagini di guerra contornate da un sottofondo musicale orientale: anche qui una bella coreografia in 3D; è il maestoso ingresso dell’ospite forse più atteso della serata – e del festival in generale – la leggenda della musica italiana, “il molleggiato”, Adriano Celentano.
Il suo intervento dura circa un’ora e, per 300mila euro, intrattiene l’Italia con una serie di monologhi che toccano diversi argomenti delicati e più che mai attuali, risultando addirittura provocante e pungente: dalla teologia, con una critica verso preti e riviste dedicate, alla politica in cui viene citato Montezemolo insieme all’apparizione di una Canalis in veste dell’Italia che, perdendo la sua bellezza, va via ma tornerà se gli italiani lo vorranno.
Il monologo prosegue con il governo Monti (immancabile) e con “il popolo sovrano” – che, a detta sua, sovrano non è – in una gag che ha coinvolto anche Papaleo in veste di cameriere con una vocabolario in mano.
Il lungo monologo viene interrotto da interventi musicali dello stesso Celentano, ma non finisce qui: parlando poi del referendum elettorale spunta – è il caso di dirlo – tra il pubblico, Pupo che intrattiene l’Ariston e l’Italia in una specie di pseudo-lite con lo stesso Celentano. Interviene poi anche Morandi che con Pupo stesso e Papaleo impersonano i “The Blues Brothers”, dietro le note di Celentano.
Il motivo dell’intervento di Pupo ci è tuttora sconosciuto.
No, non è finita: mancano i riferimenti alla drastica situazione in Grecia con Sarkozy e Merkel , con tanto di critiche all’Europa; ormai il monologo sembra interminabile, il pubblico inizia forse ad accusarne la pesantezza – in fondo siamo qui per una gara canora!! – e alle 23:17 riprende il Festival – “finalmente!!” diranno alcuni.
E’ il turno di Emma Marrone, la giovane cantante che si è presto imposta sulla scena musicale italiana riscuotendo gran successo: si presenta con “Non è l’inferno”, un vero colpo di scena per chi ha sempre visto Emma come un cantante da talent. Il brano è molto diverso dai precedenti, più aderente alla realtà del festival e immediato. Un tema attuale, sicuramente apprezzato dalla critica. Promossa!
E’ la volta di Marlene Kunz: non ci hanno travolto con la loro “Canzone per un figlio”, un rock sfumato ma nel complesso bello contenutisticamente e adeguato nell’interpretazione.
La lunga serata, prosegue con l’ingresso “ufficiale” delle showgirl Canalis/Rodriguez, madrine della scorsa edizione, giunte in sostituzione alla valletta di quest’anno Ivana Marazova, assente per improvvisi problemi di salute.
La loro apparizione si protrae per un tempo forse eccessivo – considerando la serata nel suo insieme – e finalmente, alle 23:40 entra Eugenio Finardi: l’artista porta all’Ariston “E tu lo chiami Dio”, un brano importante sia nelle musiche che nel testo, anche se un po’ piatta l’interpretazione per alcuni ma fine e delicata per altri.
Alle 23:46 circa fa il suo ingresso sul palco l’inedita coppia D’Alessio/Bertè: bel duo, perfettamente incastrato nelle sue componenti con il brano che porta la firma – evidente – di D’Alessio: “Respirare”. Un mix di stile a metà tra lo sfarzoso-rockeggiante e il classico del cantante napoletano.
E’ adesso la volta di Nina Zilli, rivelazione di Sanremo 2010, che porta un brano intitolato “Per sempre”: una ballata elegante e raffinata che sembra cucita sulla voce della cantante, la quale ce ne regala una bellissima interpretazione.
Si va avanti con l’ex concorrente di “Amici” al suo debutto sanremese, Pierdavide Carone, accompagnato alla voce e alle musiche dal grande Lucio Dalla. “Nanì” non è sicuramente una canzone da festival ma la canzone d’autore viene sempre premiata prima o poi. Vedremo i risvolti. Bravo comunque Carone sia nell’interpretazione che nelle sue doti di autore.
Gli ultimi big ad esibirsi sono gli storici Matia Bazar, con una rediviva Silvia Mezzanotte elegante e sempre distinta: “Sei tu” non smentisce lo stile raffinato del gruppo e si conferma una canzone decisamente da palco di Sanremo.
La prima serata volge al termine. sono le ore 00:30 quando Morandi annuncia che per problemi tecnici, i voti della giuria demoscopica verranno annullati per evitare diseguaglianze di voto; è rivolta da parte del pubblico e della stessa giuria, costretta suo malgrado, ad assecondare il nuovo comunicato Rai.
I big si ri-esibiranno nella seconda serata dove è prevista, da copione, l’esibizione dei vincitori di Sanremo Social: la categoria dei giovani.
Nel complesso, è stata una prima serata piacevole ma a tratti fastidiosa: la scurrilità di Luca e Paolo – perché la comicità per essere tale deve includere la volgarità? Bocciati – l’eccessivo protrarsi della discutibile performance di Celentano, i disguidi tecnici e le improvvisazioni conseguenti, incluse le sostituzioni delle vallette. Un Morandi non diverso dallo scorso anno, ci aspettavamo un miglioramento, e un Papaleo alla sua prima esperienza sanremese che ha condotto dignitosamente. Voto: 6.
SECONDA SERATA
Si, La seconda serata è stata decisamente migliore della prima anche se questo festival non sembra ancora centrare il bersaglio: a parte Belen, comunque, la protagonista è stata la musica. Bella o brutta che sia stata.
Nessun lungo monologo. Pochissimi riferimenti economico-politici, beh… forse perché i tempi stringono e bisogna far esibire 22 artisti?? Fatto sta che abbiamo fatto l’1:00 prima di sapere i big eliminati ma considerando i contenuti, possiamo chiudere un occhio ed essere meno velenosi.
La serata-inno della diversità potremmo definirla – spiegherò in seguito cosa intendo dire – inizia già a farci fare delle domande con la coreografia d’apertura: un corpo di ballo per metà nero e per metà bianco che s’intreccia.
I disturbatori della serata sono “I soliti idioti” che, strappandoci qualche sorrisetto forzato, ci hanno regalato un’introduzione che non ha incluso l’utilizzo di sgradevoli espressioni per far colpo sul pubblico: cari Luca e Paolo, come si dice “Impara l’arte e mettila da parte”.
Non c’è stato neanche il buon Adriano che evidentemente ha deciso di deliziarci nelle prossime serate.
Dopo la breve introduzione, arriva il padrone di casa Morandi che dopo essersi scusato per i problemi tecnici della sera precedente, senza dilungarsi troppo, annuncia la prima dei big, costretti a riesibirsi: Nina Zilli. La sua canzone convince sempre di più, ha una bella presenza e durante la performance ci ricorda a tratti la grande Mina… si, la sua canzone farà successo. Brava!
Appare subito chiaro come il festival abbia colto le numerose critiche della prima serata quando Rocco Papaleo fa il suo ingresso proprio ironizzando sulle stesse: qualche sorriso ce lo siamo lasciati sfuggire, è vero. Ci è piaciuto!
Prima di iniziare la gara dei giovani, vengono chiamati ad esibirsi altri due big: Arisa e il duo Bertè/D’Alessio: la prima conquista sempre di più il pubblico con la sua canzone dolce e il suo stile leggero e delicato, la performance dei secondi ci è sembrata migliore della precedente, ma è tutto merito della giustapposizione della coppia poiché la canzone in sé è la classica suonata di D’Alessio.
Alle 21:23 circa fanno il loro ingresso sul palco Belen ed Elisabetta (ancora????): belle come sempre in questa serata che da copione era loro riservata.
Sembrano molto affiatate… neanche un pizzico d’invidia? Beh a mio parere la vera primadonna è stata sicuramente la bella argentina che nel corso della serata ha sfoggiato un abito molto particolare il quale, complice l’andatura opportunamente studiata, ha mostrato che sotto il vestito c’era ben poco!
E’ il turno del duo Carone /Dalla, la cui canzone come vedremo in seguito non verrà apprezzata dalla giuria demoscopica… e c’era d’aspettarselo, nonostante sia interessante e raffinata!
Inizia così la gara dei giovani che si sfideranno a coppie in una serie di duelli: no, non ci è piaciuta questa modalità di votazione poiché le preferenze saranno espresse condizionatamente all’avversario che ciascuno dei giovani avrà assegnato. Sbagliato!
Nel complesso comunque non hanno particolarmente colpito il pubblico… e dire sono stati scelti tra moltissimi aspiranti “giovani”. Vorrei poi capire i criteri di selezione di Morandi & Co.
Comunque, i primi a sfidarsi sono il quindicenne Alessandro Casillo con Giordana Angi: il primo nasce ad “Io canto” e presenta “E’ vero” – un brano decisamente per ragazzine – la seconda è stata selezionata su Facebook e non fa parte di alcuna etichetta discografica; sul palco dell’Ariston porta “Incognita poesia”. Vince il duello, tramite meccanismo dei televoto, un timido Alessandro Casillo ma a dire il vero nessuna delle due canzoni, per non essere scortesi, è a mio parere bella!
Morandi s’impegna per mettere a proprio agio questi giovani ragazzi e per consolare quelli eliminati ma non mi sembra riesca egregiamente: sa molto di frasi da copione.
Prima di proseguire la gara dei giovani vengono annunciati altri due big: i Matia Bazar con una carica Silvia Mezzanotte ed Eugenio Finardi il quale questa volta è riuscito ad attirare.
E’ la volta dei “Io ho sempre voglia” (immaginate un manifesto al Forum D’Assago con questo nome???) che presentano “Incredibile” e di Celeste Gaia con “Carlo”, risultata quest’ultima molto più interessante.
La maggior parte degli italiani però non è dello stesso avviso (ma chi c’è dietro il televoto??): passa il gruppo dei 5 giovani.
Sale sul palco la prorompente Emma Marrone, che con “Non è l’inferno” firmata Francesco Silvestre dei Modà, conquista sempre di più: una delle candidate alla vittoria!
Sono le 22:40 quando finalmente fa il suo ingresso ufficiale la modella ceca Ivanka (Ivana) Mrazova: bella e all’altezza della situazione, indossa un vestito nero, insolito per l’Ariston, ma nel complesso piacevole.
Si esibiscono ora a turno i Marlene Kunz, a mio parere improponibili, Irene Fornaciari la cui presenza all’Ariston pare una forzatura ed infine Samuele Bersani: un trio decisamente da eliminare (su quali basi hanno passato le selezioni?)!!!
Il terzo duello dei giovani è tra Erica Mou e i Bidiel che presentano rispettivamente “Nella vasca da bagno del tempo” e “Sono un errore”: vince la giovane pugliese e questa volta il televoto sembra più equo.
E’ la volta di Chiara Civello la cui performance sembra superiore alla precedente, mentre l’ultimo duello è tra Marco Guazzone con “Guasto” e Giulia Anania che presenta “La mail che non ti ho scritto”, con la vittoria del Guazzone con la sua più originale performance.
La serata sembra interminabile e con un altro sketch de “I soliti idioti” ci avviamo verso la fine.
Ho in principio detto che a mio parere sia stata la serata-inno della diversità, a partire dal corpo di ballo iniziale, proseguendo con la modalità di gara dei giovani “duellanti” fino ai dialoghi di Mendelli e Biggio che nei panni di due omosessuali intonano una canzone che vorrebbe essere un inno alla diversità con particolare riferimento agli omosessuali.
Beh… più che altro mi sono sembrati rimpiazzi del più polemico Adriano, impiegati forse per calmare un po’ gli animi in attesa del nuovo botto firmato Celentano.
La gara si chiude per questa seconda serata con Renga prima e Dolcenera dopo: molto convincenti entrambi con una Dolcenera più dark e aggressiva nel look – Ben tornata!!
Morandi da l’annuncio della reclame al termine della quale ci aspettiamo finalmente il responso della gara dei big: 4 eliminati!
Le palpebre sono ormai in procinto di calare ma prima dell’annuncio ufficiale, un altro sketch che vede protagonisti Papaleo nelle vesti di “Dj Papa” e il Disc-jockey Martin Solveig danno il colpo di grazia ad una noiosa seconda serata.
Il festival non sembra infatti decollare nonostante lo share del 50% della prima serata. No, non convince ancora del tutto e mentre ci accingiamo ad andare finalmente a dormire, Morandi annuncia gli eliminati dalla giuria demoscopica: Irene Fornaciari, Bertè/D’Alessio, Carone/Dalla e i Marlene Kunz. Sono circa l’1:00.
Cala il sipario sul palco dell’Ariston che a parte la farfallina di Belen – anche se a detta sua “gli slip c’erano ed erano cuciti sotto il vestito… e noi le crediamo! – ci ha regalato ben poco da vedere e ammirare.
Nelle foto: BERSANI, D’ALESSIO-BERTE’, EMMA, CARONE, M.BAZAR.
Antonio Paone
![]()
Spendo qualche parola a favore di Giusy Ferreri e dei suoi fans, dietro gentile richiesta da parte di alcuni di loro.
In una nota trasmissione televisiva di Mediaset, qualche giorno fa, la cantante Marcella ha opinato sui cantanti dei talent show prendendo come esempio Giusy Ferreri che, secondo l’artista catanese, manca di gavetta e che non avrebbe da lamentarsi se dopo essere stata tanto spremuta dai discografici, adesso si ritrova senza etichetta, perdipiù Marcella non è riuscita nemmeno a ricordarsi del vero cognome della collega palermitana, chiamandola Ferrari e non Ferreri, ciò evidenzia il fatto che Marcella mal conosce Giusy e che avrebbe fatto bene ad evitare di dare delle opinioni su un’artista che invece vanta una buona e dignitosa gavetta, che non è nata ad XFactor, che ha venduto tantissimi dischi peraltro anche all’estero… Grecia, Spagna etc… e che è reduce dal grande successo del suo ultimo album “Il mio universo”.
Giusy per il momento non ha un’etichetta per motivi che assolutamente la esulano da qualsiasi tipo di discriminazione.
Conoscendo Marcella e artisticamente e avendo avuto modo di conoscerla personalmente, sono tuttavia certo che non è stata sua intenzione offendere Giusy, può capitare di generalizzare ed erroneamente fare il nome del primo che ci sovviene, quando fortemente si contesta qualcosa che ci tocca molto da vicino, nel caso di Marcella la musica; io credo che quest’ultima, abbia solo voluto rendere l’idea di come oggi si costruiscono “mostri sacri” della musica venuti dal nulla e/o di scarso talento.
Nel caso di Giusy Ferreri ha davvero preso un granchio, ma sono certo che se ne renderà conto, con la speranza che leggerà questo breve articolo e le lamentele dei fans nella pagina ufficiale fb della Ferreri.
Da parte mia, quadruplo abbraccio: a Marcella (per me un’icona della musica pop italiana, amatissima, e stimatissima quale persona particolarmente sensibile), a Giusy Ferreri, ai suoi fans e ai fans di Marcella.
Alex Simone
Stanotte cosa succederà vede la collaborazione di Elio Germano che, oltre ad aver prestato la voce, ha scritto il testo a due mani assieme a Daniele Vicari, regista de “Il Passato è una terra straniera”, film in cui era già presente il brano ma con altro arrangiamento.
Da un film, dal suo interno, dal rapporto tra un regista, un attore ed un compositore può nascere una canzone che, successivamente, può cambiare forma, pelle, struttura e diventarne un’altra. La voce di un attore che esce dal film e diventa canzone.
Non si poteva sapere cosa sarebbe successo durante le riprese de “Il passato è una terra straniera”, film in cui Teho ed Elio si sono incontrati; poi la loro affinità artistica li ha portati a collaborare sia nella musica che a teatro in Viaggio al termine della notte di Céline, spettacolo la cui tournée teatrale comincerà il 2 febbraio da Genova, toccando Bologna, Milano, Roma e altre città italiane.
Stanotte cosa succederà è una canzone che testimonia quanto l’affinità artistica possa andare ben oltre i generi musicali, il cinema e le case discografiche. Bastano solo due persone che si incontrano avendo qualcosa di significativo da dirsi e la voglia di mettere in musica quello che sentono, senza bisogno di produttori, etichette o manager. E si può cominciare subito, già da stanotte.
Il videoclip del brano è legato al progetto fotografico the day after the previous one del regista Dandaddy, un diario sotto forma di istantanee aggiornato quotidianamente.
La foto del giorno 331 è scattata sul set del video e la frase che la correda è estratta dal testo della canzone. www.thedayafterthepreviousone.blogspot.com
http://www.youtube.com/watch?v=9M0U8-7u8QY (il video)

“Pop ’80 Competition” è una gara di successi degli anni’80, di sicuro la decade più scoppiettante e colorata del novecento!
Ogni 5-6 giorni si scontrano 15 canzoni che si dividono in 3 categorie: categoria rosa, di cui fanno parte 5 primedonne della canzone italiana, categoria azzurra, composta da 5 star maschili italiane, categoria viola, composta da 5 star straniere; i complessi italiani vengono inseriti fra le voci maschili o femminili, in base alla tipologia della band.
Per votare: di norma va espressa una preferenza a categoria… ma è anche possibile votare liberamente.
Allo scadere dei 5/6 giorni viene proclamato il brano vincitore di tutte e 3 le categorie, i cui interpreti rientrano in gara con delle nuove canzoni; i 3 artisti vincitori vanno in seguito a scontrarsi con 12 nuovi colleghi, di cui 3 scelti fra quelli in precedenza eliminati, rimessi in gioco nel sondaggio “A Furor di Popolo – Chi volete che rientri in gara?”, in cui 9 degli artisti eliminati scelti dalle 3 categorie, vengono messi in “piazza” e votati… i preferiti di ogni categoria tornano in gara con nuove canzoni.
Si vota cliccando su MI PIACE sotto i video delle canzoni preferite.
Ad ogni fine manche, per motivi pratici, le canzoni ormai votate verranno rimosse dal gruppo, ma potrete ritrovarle tutte quante e coi vostri commenti, nella pagina del gruppo Pop ’80 Competition “Tutte le Canzoni in Gara” .
http://www.facebook.com/pages/Pop-80-Competition-Tutte-le-Canzoni-in-Gara/176893065723754?sk=wall
La gara ha la partnership di Radio Club California www.radioclubcalifornia.it
Alex Simone
“IL PRIMO UOMO SULLA NEVE” – BEPPE DONADIO IN CONCERTO, CON FABIO CONCATO – GIOVEDI’ 24/11/2011 – TEATRO CTM, REZZATO (BS)
MerendineMusica e Cipiesse presentano
“IL PRIMO UOMO SULLA NEVE”
Sul palco, la musica di Beppe Donadio – estratti dai tre cd, Donadio suona a Brescia dopo l’esordio al Chiostro San Giovanni nel giugno di quest’anno e la presentazione nella Svizzera Italiana – e quella di Fabio Concato in un personale set, sintesi di una lunga storia fatta di piccole e grandi pietre miliari della canzone italiana, in attesa del nuovo cd.